Il 2008 è l’anno che segna un momento particolare per la pittura dell’Artista, che fondamentalmente vuole essere una protesta, non una mera esibizione.

L’Uomo-Bestia, simbolo di degenerazione e corruttibilità, è la sua personale e singolare denuncia verso quel tipo di uomo, bestia per l’appunto, e di un fenomeno di violenza e perversione, che lacerano la società e che senza scrupoli colpiscono soprattutto i più deboli e sensibili: le donne e i bambini.

Così la Pittrice mette in ridicolo quel tipo di Uomo nella sua intimità, rivelando l’insicurezza che egli non riesce a superare se non usando violenza psicologica e fisica contro i più deboli. In particolare sulle donne, esasperate fino al punto da desiderare una vendetta nei loro confronti. E’ da qui scaturiscono le opere più forti, esito tangibile di una rabbia repressa da anni, secoli di sottomissione femminile, in cui le donne sono costrette al burqa, all’infibulazione,oppure bruciate con l’acido o seppellite vive e linciate… Donne alle quali è negata l’istruzione per la sola colpa di essere nate donne.

L’Artista non rifugge dal dipingere anche delle donne. In particolare la sua Donna-Zebra, che è diventata un simbolo nella sua pittura espressione dell’Io dell’Artista che si ribella a queste ingiustizie.

Il suo fare la porta a dipingere le donne come la Bestia le vede: donne oggetto, senza identità e senza coscienza, quasi animali da cortile.