Un’opera d’arte non rappresenta solo l’occasione, messaggio contingente, ma essa al contrario è come una tragedia: il suo contenuto è universale e valido in ogni tempo e luogo.

Proprio per questo, l’Arte in generale, e in particolare quella di Rita Pierangelo, è il risultato di una profonda riflessione di diverse tappe di un percorso di maturazione che l’hanno portata a riconoscere il superfluo e ad estrarre l’essenziale, trasmettendo così sensazioni con un’immediatezza e una vivezza uniche.Comincia così il suo percorso d’indagine della psiche umana, cercando di maturare come artista, trovando la propria vocazione: dipinge la bellezza e la perfezione, ma ciò non esaurisce le sue ambizioni, perciò decide di cercare un’immagine veritiera dell’uomo nei suoi aspetti più oscuri.

È così che inizia a svilupparsi (nasce) il filone pittorico in cui prende forma l’Uomo-Bestia, la personificazione del vizio, del peccato, del difetto che diviene caratteristica pregnante della rappresentazione dell’Uomo.

 L’Artista vuole spiazzare, vuole eliminare le convenzioni, vuole mettere in contrasto l’immagine stereotipata di bellezza della celebre zebra con quella di un’Artista che è stata prima di tutto donna, essere umano e tutto ciò che questo comporta. Sono opere che creano momenti di riflessione, un silenzio, perché rispecchiano la riflessione dell’Artista su ciò che di buono ha lasciato la storia a partire dalle grandi personalità, che nel loro campo, in modo positivo o negativo, sono state dei titani.

 Rita Pierangelo dunque è sicuramente cresciuta, perché sta affrontando la pars costruens, ricercando il bene non denunciando la sua assenza, cercando di definire ciò che è l’Uomo, non ciò che non è. E l’Uomo è qualità, in grado più o meno elevato.

È quasi un abbandono del lume, della razionalità, della lucida analisi del presente spesso gretto e grigio, per abbandonarsi al sentimento, alle passioni: è il titanismo di Rita Pierangelo, che combatte contro le proprie delusioni per ritrovare nuova speranza. Tuttavia non è questo un radicale ottimismo, che risulterebbe contraddittorio analizzando i precedenti contenuti dei lavori dell’Artista, ma è una consapevole riscoperta, un percorso su un sentiero accidentato e che quindi necessita di cautela e realismo. L’Uomo è luce ma è anche tenebra e per un’analisi completa è necessario giungere al generale, non solo al particolare, per questo il contrasto è il principale protagonista di queste opere.