Ci sono, nella vita artistica di Rita Pierangelo, momenti diversi di capacità espressiva con i quali l’Artista mette a nudo, coraggiosamente, i suoi sentimenti e le sue emozioni di fronte ad un mondo, ad una società che la intrigano e sollecitano i suoi pensieri più profondi, quei pensieri che usualmente noi tutti preferiamo “nascondere” per non esserne travolti e abbattuti. Ma un Artista, un artefice del pensiero stesso, non può sottrarsi allo scontro e deve misurarsi con essi ed evidenziarli affinché ogni fruitore della sua Arte possa analiticamente cercarne i motivi e porsi in una posizione investigativa al fine di poter trarre delle certezze sulle ragioni della nostra esistenza.

 Per far ciò la Pierangelo segue un itinerario tecnico-espressivo ben preciso che passa dapprima da grandi ritratti, trattati con una applicazione formale senza sbavature ed una tenuta cromatica assolutamente degne di nota, ma nei quali sembra non volere andare oltre alla rappresentazione puramente epidermica, evitando ogni possibilità di raschiatura della superficie, alla ricerca di quei gangli nervosi che sono alla base di ogni caratterizzazione dell’individuo, fermandosi così all’ “epitelio”, alla vestizione esterna che nasconde volutamente l’anima, denunciando con ciò una società che vuole eludere l’idealizzazione dell’Uomo come Essere pensante in possesso di libero arbitrio, per consegnarlo ad una ri-tualizzazione di massa, all’interno della quale esistono solamente etiche di materialistico consumo, esibizione edonistica invasiva oramai di qualsivoglia campo della moderna comunicazione mediatica.

 Nel passo successivo della sua ricerca, al contrario, svolge lo sguardo proprio all’interno di quell’Essere umano, estrapolando le più recondite pulsioni psichiche, quelle che danno vita a i suoi atteggiamenti ed alle sue deviazioni caratteriali. Qui, con una rara capacità diagnostica, porta in superficie “La Bestia”, che si nasconde in ognuno di noi e che spesso ci obbliga ad atteggiamenti antitetici, scatenando passioni e azioni altrimenti estranee ad una razionale etica comportamentale.

  Sono queste le radici da cui nascono le sue rappresentazioni zoomorfe, ove una tecnica sopraffine si sposa con l’Idea, per dar vita a momenti di autentica indagine introspettiva dell’animo, dalla quale si può trarre una profonda lezione di psicologia sul contegno del presunto dominatore del globo terracqueo. E’ l’Uomo, dunque, nel mirino della pittrice visto nelle sue manifestazioni più egoistiche: l’Uomo struzzo (accaparratore, mellifluo, ipocrita), la Donna zebra (vanitas vanitate) l’Uomo scimmia (manichino edonistico), l’Uomo tartaruga (vacuo rappresentante di se stesso), ma anche di nascosti sentimenti che spesso per pudore vengono repressi (la dolce Donna antilope).

 Una operazione, questa, tesa a portare alla ribalta l’elemento ignoto che regna in noi tutti, il lato misterioso della realtà sepolto nel profondo del nostro “doppio IO” che difficilmente si vuol riconoscere, ma con il quale siamo costretti a convivere.

Una pittura elegante la sua, raffinata nel segno calligrafico, quanto nella conduzione cromatica che assume grande importanza in una scrittura che non ama grandi digressioni di alcun genere.

Per realizzarla, l’Artista volge lo sguardo alla grande lezione surrealista-metafisica, rendendo un silenzioso omaggio all’Arte del grande Alberto Savinio, maestro nel ribaltamento onirico della realtà.

Pittura come conseguenza del Sé, del proprio intimo, quale conoscenza del mondo e delle sofferenze della vita.

Altrove, quasi con un senso di rilassamento psichico, Rita Pierangelo si concentra su altri soggetti e nascono opere più “leggere”, quali le sapide scene di vita quotidiana in paesi esotici, i piacevoli nudi femminili colmi di gentilezza e genuinità. Particolarmente gradevoli, gli scorci veneziani dai quali si evince non solo una misurata capacità pittorica, ma anche una ben dosata ispirazione poetica che le fa descrivere la città, senza retorica pur ammantandola di un’aura romantica che esula da qualsiasi descrizione oleografica, evidenziando piuttosto una accorta emozionalità latente

Non mancano nel suo curriculum realizzazioni scultoree, dimostrando anche qui indubbie capacità espressive colme di plastico dinamismo, addentrandosi ultimamente anche nell’arte della ceramica sempre con ottimi risultati. Tutto ciò mantenendo una costante abilità esecutiva e accattivante espressività, confermandosi Artista eclettica capace di dare molto di sé, coltivando la speranza che questi “canti d’amore” possano contribuire a migliorare il quotidiano di chi si avvicinerà alle sue opere.

Da considerare, infine, che questo suo linguaggio (figurativo), usato dall’Uomo da sempre per esternare tutte le proprie emozioni, ha vissuto nel corso del secolo appena trascorso momenti di oblio, se non di dura avversione, per l’avvento di vecchie e nuove “avanguardie”.

Ora sta conoscendo da qualche decennio momenti di cauta rinascita evidenziando il piacere della pittura / pittura che torna ad essere un valore, oltre che un tramite di idee.

 L’Artista Pierangelo ha intuito “la grande lezione” e con intelligenza ed umiltà, il suo costante lavoro e la sua continua ricerca stanno componendo, giorno per giorno, un mosaico artistico pregno di emozioni e di sensazioni prive di retorica ma dense di messaggi, che aprono il pensiero a soluzioni raziocinanti, atte a contribuire alla nascita (rinascita) di rapporti umanizzati tra tutti gli spiriti liberi.